Folgarida 3° Freestyler Site Snowcamp – Nicos report, 1° e 2° parte

Passano i giorni e il ricordo e il rimpianto per il nostro bellissimo camp, mi mette la voglia di scrivere qualcosa per ricordare tutti i riders e i momenti passati con loro… Ripenso allora…


Ecco, è martedì, fuori dal lavoro, corro veloce in auto. Vado verso il camp della rinascita, contro tutte le denigrazioni contro di noi, e contro tutti problemi causati dal provider disastroso di prima. Saremo quasi in cinquanta, grazie alla nostra invincibile Noa. Mi fermo però a Bassano, in piazza incontro il mio spacciatore di snopants, che mi consegna la sorpresa preparata da noi per la nostra organizzatrice, che, hehehe, mi telefona ignara proprio nel mezzo delle contrattazioni segrete.Volo, e in un baleno sono a Malè, giusto in tempo per la cena, e pronto già alla seratina in notturna con l’hard, la prima chicca esclusiva del nostro camp. Forse fatta anche per accontentare il vecchio socio fondatore del sito, un brontolone che ha la fissa per il rigido, mi fischiano le orecchie… A cena la sorpresa riesce, Noa non aveva capito che le foto dei pantaloni che gli avevo mandato con la scusa che sono daltonico e volevo prenderli per me erano un test gradimento del futuro regalino…In pista da subito con l’hard su un ripido ma largo pendio parto titubante, ma poi con una dritta del maestro mi correggo il back, troppo da soft (mentre col soft mi dicono che ce l’ho troppo da hard, sono proprio un casinista) e allora vado e mi butto, devo anche dimostrare a me stesso prima che agli altri che non sono un parolaio-snowboarder e basta, ma che un po’ ci so anche fare…Eccoli qua, con un po’ d’emozione conosco tutti i nuovi freestyliani, ecco anche il vecchio Skunk con la bella ragazza, hehe sei cascato bene…Decido il giorno dopo di restare con l’hard tutto il giorno, e vago per le piste sperando di riuscire in qualche curva da extremecarving, ma mi accorgo che c’è ancora molto da lavorarci su, gli altri intanto continuano colle lezioni. La sera stanco dopo sette ore con l’hard sto per smontare ma Skunk mi dice che è in cima che fa il romantico insegnante con la morosa, ed ha bisogno di qualche dritta, mi stavo già svestendo ma non posso resistere, oplà col soft e ritorno su, mi pare di aver indossato le ciabatte dopo aver tolto gli scarponi da roccia. Cerco di dare qualche dritta alla milanese più simpatica che io abbia mai conosciuto, cose meno professionali degli insegnamenti dei maestri, ma più terra terra da principiante spaventata… E poi ad una richiesta di una dama graziosa potevo dire mai di no? Il giorno successivo passo al mio “dovere” di testman e di tester io stesso, cioè distribuisco le tavole presenti, ma anche io mi piglio la tavola più lunga, la Nitro Demolition, e via al lavoro… Come sempre spremo col mio pesuzzo la tavola in curvoni che mettono in crisi gli sciatori-vado-sempre-dritto tagliandogli le piste da parte a parte, per cui, pur nel mio pieno diritto, devo prestare attenzione nel mio freecarving “rubapista” di non venire centrato da dietro dai non pochi imbranatissimi sciatori di fine stagione…

Il sole batte, anche forte, e in certi tratti allenta la pista, ma la neve, pur primaverile come deve essere, resta buona nella maggior parte delle piste tutto il giorno, e in più dopo un inverno pieno di neve ma avaro di sole, vedere risplendere le Dolomiti di Brenta piene di neve in un cielo azzurro fa la differenza, eccome se fa la differenza! Pare che sia la prima settimana di vero bel tempo, certo il sogno sarebbe stato anche più freddo e con qualche spruzzata di fresca, ma se questo costava giornate a visibilità zero, sai che disastro…Giovedi’ sera l’impatto, arriva il gruppone, ed infatti la sala della cena viene monopolizzata da Freestyler Site, mamma quanta gente, devo confessare che all’idea di richieste test da tutta sta folla mi prende un po’ d’angoscia e di panico… Noa, calma, invece tiene tutto sotto controllo.Incontro un sacco di facce note, ma, ehm, scusatemi, quella che noto di più e quella di Skarlet, mia “allieva virtuale”, bella e giovanissima… Peccato sia bloccata in tavola coi genitori, ma poi si rifarà, eccome se si rifarà
Ah la sera il Generalissimo Noa mi consegna un foglietto stile post-it cosa sarà mi dice TU DEFI ORGANIZARE TAVOLE HARD PER PROFA STASERA! Io chino il capo e yabol mein komandant, cerco di far quadrare 5 tavole con attacchi in alcuni casi bloccati o goofy o regular e una senza, tutte Burton, bellissime come tutte le tavole hard, e alla fine ci riesco con la collaborazione della F2 Speedster GTS… Stremato accompagno i rider alla prova, e la mia soddisfazione è non vedere nessuno con espressioni tipo “ma che è, cemento?”, ma facce divertite e quasi entusiaste, grazie anche al bravo maestro che riesce nell’impresa di far digerire l’hard a dei freestyler incalliti, comprese delle belle e stilose ragazze tra cui “la più brava di tutti”…



Il venerdì c’impadroniamo delle piste, si fanno i gruppi, dal test preliminare esco col bollino “vecchio harder nostalgico cocciuto”, ma il maestro Ivan nelle prime discese in pista mi da qualche dritta per non far scappare il backside sul ripido pur mantenendo il mio stile demodé, grazie! Proprio lì la Julia (che si pronuncia mi dicono come la grappa, e si capisce perché…) viene indicata dal maestro attento al suo stile ma anche alle sue grazie, coime la più brava di tutti, bollino che non si scollerà più per tutto il camp, anzi saranno inchini e riverenze ad ogni pista.
Poi ci dirigiamo verso il pipe, che è bello ed impressionante coi suoi muri alti e perfetti.

Devo dire che se c’è un aspetto del freestyle che mi piace è il pipe, così tecnico e senza compromessi, e così “naturale” essendo in fin dei conti un canalone artificiale se volgiamo, ma costruito nel pieno rispetto dell’ambiente (mentre i rails…).

Io mi fermo a far foto, ehm diciamo che devo rinunciare ad esprimere il mio potenziale, diciamo anche che di freestyle non mastico quasi niente…

Invece c’è chi ci da dentro, e sorpresa uno dei più convinti e stilosi è il nostro siciliano, venuto con due aerei per non mancare all’appuntamento col camp.



Ma tutti si danno da fare, ovvio che al debutto in un halfpipe da competizione non escono dal coping…

Ma vorrei ben vedere, d’altronde è meglio fare un paso per volta e sbagliare uscendo dal coping e magari atterrando sul bordo malamente è un incidente non raro e pesante come conseguenze.





Ecco che scendono Maomao from Napoli, la stilosa Cagliostra, l’incredibile Anzianotti tuttofare, Skunk col ditone ingessato…
Pure io mi cimento titubante alla fine, ma quando arrivo giù perplessi mi dicono che non devo carvare come con l’hard anche lì… checcevoletefà….
Poi mi scateno nel pomeriggio: le birre, il fakie in pista in conduzione e quello delle turiste mezze nude al bar, sono ipergasato alla fine quando arrivo nel parcheggio alla base… troppo gasato… Appena esco con la macchina da Folgarida, prima discesa, sorpasso il camioncino per vedere se poi il pulman in fondo posso evitare di tenermelo fino in valle, ma suono perché un po’ mi stringe, quel cretino del pulman cosa capisce chi lo sa, sta di fatto che rientro comodo col pulman a 10 metri che però ha inchiodato ed è fermo 10 metri a 70 all’ora, freno, non basta, mi allargo, ma in corsia sta salendo un altro camioncino, o il frontale o.. la strada a sinistra, la mi fermerei se non ci fossero tre metri di ghiaccio… macchina sul lampione, serata rovinata, risparmi compromessi.
L’ho sempre detto che è meglio spendere, se mi comperavo qualcosa di nuovo, ero più rilassato e magari non sorpassavo…
La sera arrivo in albergo come un cane bastonato, mi dicono vieni che ti rilassi al centro termale, vabbè io dico magari mi evito una serata in depressione. Il centro tremale dell’albergo è bellissimo e scenografico, davvero una chicca la scelta di Noa. Certo comincio il tour in vasca di idromassaggio con Asso e altre tre maschetti, il che non era proprio il massimo delle aspettative… Poi la sauna tremenda, coi capelli che si arroventano, mi sa che fa bene ma diventi calvo se la fai spesso, poi doccia fredda, risana, poi una tridoccia coi profumi e gli spruzzi, poi il bagno turco caldo e umisissimo colla volta a cupola con le luci colorate, suggestivo, ma per me è praticamente 10 minuti del clima tipico in agosto di Venezia… Mi dicono che dovrei essere strarilassato ma son fatto così saluto i miei concubini ehm volevo dire compagni di terme e vado a farmi una doccia in camera… Oh a me rilassa molto di più l’acqua fredda del Lago di S. Croce, specie quando ci corro sopra col mio windsurf!
Cena abbacchiato, poi la sorpresa preparata per tutti, grazie agli sponsor (Ale’s Surf Shop, Nautica Dall’Orso, Santa Cruz, Nitro, Onside Snowboard School) che in un momento pur non felicissimo per tutti i negozi hanno tirato fuori bellissimi gadgets, anzi premi, qualcuno è una felpa da 90 euro di listino… Alla fine quasi nessuno resta senza un piccolo omaggio.

(…continua…)

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