Park o Non Park?

Oggi tocchiamo un altro argomento dolente della scena italiana…gli snow park. Ma non scenderemo nel dettaglio tecnico, piuttosto dedichiamo un po di attenzione su quali sono le "condizioni generali" per fare un park in una località sciistica. Perchè di park ce ne sono tanti in giro, almeno sulla carta, ma non tutti sono "rose e fiori" anzi…ci sono spine dappertutto.

Assioma: abbiamo una marea di park in Italia e fanno quasi tutto cagare.

I motivi sono tantissimi:

– Stazioni sciistiche senza conoscenze specifiche
– Gestione improvvisata da club o altre organizzazioni non specializzate
– Assenza di una norma o di linee guida di riferimento
– Assenza di Piani Formativi per Shaper
– Disinteresse da parte delle amministrazioni
– bla bla bla…

In italia generalmente il park lo vuole più la crew locale che non la stazione. Così un collettivo capitanato da un club, piuttosto che da un team o un negozio, va dalla stazione sciistica e "sonda il terreno" … generalmente la stazione fa lofferta più indecente di questo mondo: "vi diamo gli skipass, il gatto, le attrezzature che vi servono ed un area dedicata e poi ve la gestite da soli". In generale non viene data lassistenza aspettata, non viene offerto un contributo spese ne si prende in considerazione lipotesi di assumere una persona a tempo pieno come shaper. Questo vuol dire che tutto è affidato alla gruppo gestore:
– costruire e mentenere le strutture
– pagarsi vitto e alloggio
– essere presenti tutti i week end e festivi (e infrasettimanale non cè nessuno???)
– pagarsi da soli le attrezzature come rail, stereo ecc…
– trovarsi gli sponsor.

Vi rendete conto che lavoro aspetta queste buone anime??? Si stanno per infilare in una gestione snow park a carico proprio, contano sulle ditte di snow per coprire un po di budget e rientrare delle spese magari sotto forma di materiali, dedicano tutti i week end di un inverno a questa cosa. Premetto che non ci vedo niente di male in tutto questo anzi stiamo parlando di gente da portare su un piatto dargento…ma rispondete sinceramente a queste 2 domande: quanti dei park gestiti così funzionano bene? Pochissimi.
Quanto durerà la gestione in queste condizioni? Pochissimo.

Il copione labbiamo visto e rivisto tutti: arriva una nuova crew, si "offre" alla stazione per fare il park in cambio di skipass e gatto…inizia a lavorare sul progetto con una carica invidiabile alla "conquista del west" … ma dopo un po di tempo lenergia e le motivazioni vengono sostituite da problemi e insoddisfazione e si manda tutto allaria … se va male sono andati anche persi dei soldi.Quando i vecchi gestori si stancano e mollano il colpo (per problemi di tempo, soldi, piuttosto che per mancanza di sponsor o del supporto attesso dalla stazione), magari arriva un nuovo gruppetto che fa il lavoro da capo, deve imparare tutto da capo, investire di nuovo il proprio capitale da capo…finchè non si rompe le palle pure questo e siamo di nuovo punto e a capo. Ormai ci sono park in tutte le provincie dItalia. In molte ce ne sono diversi, ma la maggior parte sono autogestiti da club o crew come meglio possono. Quelli gestiti direttamente dalla stazione sciistica si contano sulla punta delle dita e si vede la differenza rispetto alle altre…no? Ed è il qui il punto saliente: il park deve volerlo anzitutto la stazione sciistica altrimenti non cè speranza (o ci sono tanti sacrifici e di martiri non ne abbiamo più bisogno). Dopo questa presentazione della situazione arriviamo alle conclusioni: Quali sono le condizioni minime per fare un park?1) Area tecnicamente adatta2) Shaper assunto3) Ore di gatto sufficienti4) Copertura del budget a carico della stazione (o ricerca sponsor a cura della stazione) Se manca anche una sola di queste condizioni state molto attenti: cè puzza di guai e personalmente non biasimo quelli che alzano i tacchi e rispondono alla stazione "no grazie, a queste condizioni fate da soli". Così la stazione finirà per non fare proprio niente mentre magari nel resort vicino cè una bella mossa grazie ad un park serio. E qui dico la mia: Che si facciano un po di concorrenza sti retrogradi di montanari, non dategli una mano lavorando gratis per il loro ***** business in nome della vostra passione … andate direttamente nellaltro resort li vicino che si comporta meglio e si merita laffluenza che ha. Fregatevene per il momento perchè prima o poi si accorgeranno che non avere un park può essere uno svantaggio: 5% di skipass venduti in meno, meno giovani in paese, meno clienti per gli esercizi commerciali, cattiva immagine per la stazione, niente gare di snow. Un giorno forse apriranno gli okki e si accorgeranno che per non aver investito 30.000? nel park (questa è la base di investimento annuale per un piccolo park con shaper assunto), hanno provocato un calo nel volume daffari della vallata con uno zero in più.

Come per le scorse opinioni, un Topic di discussione sullargomento è stato aperto sul forum Snow.General di www.freestyler.it. Chi vuole intervenire mi trova li. Scusate lo stile "Nostradamus" di questa opionione ma è ora che qualcosa cambi anche in Italia…

Mucca

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