Test: Burton R-17 Addicted 160

 Prima una dovuta premessa: Nell’ormai sempre più in crisi settore alpino c’è una tavola fantastica che purtroppo sembra portare in se il canto del cigno di un modello che tanto ha vinto ed affascinato i praticanti dell’hard per più di un decennio.

Come alcuni sapranno, qualche anno fa il settore hard di Burton è scomparso commercialmente, dal 2001 dal catalogo con l’ultima collezione di Factory Prime e piano piano anche dai negozi con la successiva generazione di Speed. L’ultima evoluzione uscita l’anno scorso, “R-17 Addicted”, l’hanno vista veramente in pochi. La collezione 2004 comprendeva un modello da boardercross-freecarve con la coda leggermente rialzata e flex moderato ed un hard puro in diverse misure. Per il 2005 sembra ci sia solo il modello SL-GS che in teoria dovrebbe essere in 4 misure per il Giappone mentre per l’Europa c’è poco e niente; quando mi sono interessato, nel deposito Burton in Germania c’erano solo 4 tavole, tutte nella misura 160, una settimana dopo le restanti 3 sono state spedite in Giappone. A questo punto una produzione di numeri così esigui è indirizzata agli atleti e le eventuali rimanenze anche alla vendita, ammesso che qualcuno venga a saperlo. Questa tavola quindi è una vera e propria team board. Lo si vede: la colorazione della coperta non è sublimata come nel 99% delle tavole in commercio ma ha semplicemente una base nera sulla quale è stata aggiunta la grafica in bianco e passandoci sopra la mano si sente la sovrapposizione. In coda non c’è nessun paracolpi ma semplicemente la lamina che fa il giro a 360 gradi come su un soft. Sono finiture più veloci ed economiche da realizzare che non avrebbero senso su una tavola di serie. Non c’è il solito adesivo sulla soletta che parla delle caratteristiche della tavola. Si sente: il flex è rigidissimo, in confronto il mio 173 (sempre burton) sembra morbido! La soletta è molto veloce, anche quando praticamente bianca prende velocità in un attimo. Le misure sono 160 di lunghezza per 20cm di larghezza, il raggio di sciancratura dovrebbe essere sui 9,5m, le lamine sono a 89° con 1° di tuning. Io sono 90kg e la uso con angoli 45°-60° , il passo dovrebbe essere + o – 50cm. Nelle curve ad ampio raggio, pur non essendo il suo pane, si comporta bene. Questo proprio grazie alla rigidità elevata che le dona una grande stabilità a velocità sostenuta; ovviamente non ha la lamina effettiva di un 173 ed il raggio di sciancratura non è ampissimo ma se lavorata a dovere va molto bene anche sul veloce. Nelle curve a corto raggio è semplicemente perfetta, dopo tutto è una tavola da slalom, la tenuta è eccellente e la coda molto rigida se caricata a fine curva ti catapulta letteralmente verso quella successiva, basta darle un po’ più d’inclinazione per girare veramente stretto sempre con una tenuta eccezionale. Nella serpentina per la sua rigidità va lavorata con un’azione decisa delle gambe pur restando molto maneggevole grazie al flex in ogni caso progressivo e leggermente più morbido in punta e grazie al tuning azzeccato che permette di passare senza problemi dalla conduzione allo slide; permettendo anche in una misura superiore alle attese di essere condotta con i piedi. A questo punto spero veramente che non si sia arrivati all’ultimo capitolo di una bella storia…

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