Test: Salomon Burner 07 167 + Burton Republik 03 163

Peso/altezza: 80kg x 1,82

Stance: regular, passo 56

Dove: p.sso Pramollo

Condizioni: 1metro di neve fresca assestata qualche decina di cm di neve più soffice e polverosa.

Finalmente dopo tanto tempo e una lunga attesa arriva una bella nevicata, e finalmente posso pure provare la Burner nel suo terreno ideale.

Ci ho montato su i co2 con lattacco dietro arretrato.

Arriviamo a Pramollo molto presto, le nostre sono le prime macchine, dopo esserci vestiti e aver controllato il funzionamento degli arva, partiamo, saliamo sempre per primi sulla seggiovia, ceravamo solo noi e dei tizi che andavano a preparare una gara di slalom in pista, partiamo per il primo fuoripista, la neve è ottima, però la visibilità è poca, cè ancora molta nebbia, quindi si scende con il freno a mano un pò tirato.

Cambiamo versante, qui si vede meglio e quindi si va senza problemi, la tavola si comporta benissimo, la punta emerge bene, la soletta scorre che è un piacere, i curvoni ampi dove è possibile vanno alla grande,alzo nuvole di fresca, però devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso per la sua manegevolezza pure nello stretto, è una tavola che in fresca non ti fa faticare molto, ti lascia veramente godere la surfata, sullo sconnesso ti fa sentire un pò le asperità ma va via senza scomporsi troppo e senza far lavorare le gambe più di tanto. Intanto con il passare del tempo il cielo comincia ad aprirsi sempre di più ed io comincio ad azzardare qualche salto, qui lunica piccola pecca che ho trovato è che mi dava limpressione di non seguirmi molto sui salti, cioè io staccavo ma mi sentivo quasi ancorato alla neve, però in aria è bella stabile e atterra senza infossarsi.

Poi il fattaccio: un mio amico si infossa su un cambio di pendenza, io lo prendo per il culo, ma pochi metri più in giù, cercando di saltare un cliffino, mi sbilancio e prendo in pieno un sasso cadendo rovinosamente nella morbida polvere, mi rialzo e appena entro in pista sento che cè qualcosa che nn va, controllo ed infatti la lamina front ha preso un brutto colpo:fa una gobba di 4-5cm sul lato della soletta, e pure il sandwich è aperto.

Allora corro dal mio amico che ha il negozio su al passo, per fortuna è lì, guarda il danno e mi dice di stare tranquillo che tanto si aggiusta, poi mi impresta una tavola che anni fa mi interessava parecchio: Burton Republik 163 del 2003.

Lo shape mi piace molto: punta bella lunga e alta e coda larga e alta, al contrario della burner che ha la coda più stretta e bassa. Il flex è veramente tosto, è decisamente più impegnativa da portare, ed anche lo shape non aiuta molto nella gestione delle curve, però ho provato un paio di metri in fresca in switch ed andava discretamente bene, cosa quasi impossibile con la burner.

La rigidità si sente insomma, però in fresca si comporta bene, anche se la soletta non sembra tanto veloce, sui pendii più ripidi dà il meglio di se, scendo alzando muri di polvere, immerso nella polvere, ad ogni risalita sugli impianti devo scrostarmi dalla faccia la neve che si attacca a quel filo di barba che nn ho avuto tempo di fare. Il tempo passa ed è sempre più difficile trovare discese dove lasciare prime traccie, provo qualche cliff più impegantivo, anche qui si sente la legnosità della tavola, però anche questa si comporta bene negli atterraggi; seguo degli amici in un boschetto non molto fitto, qui la rigidità della tavola mi impedisce di gestirla al meglio, lo stretto non le si addice, poi salto leggermente sbilanciato in avanti da una roccia, mi preparo ad un atterraggio rovinoso, invece appena tocco la neve la punta miracolosamente sta su.

Giriamo alla ricerca di line nuove fino alle tre del pomeriggio, poi decidiamo che per oggi può bastare, è stata una giornata spettacolare, sono molto contento nonostante mi bruci molto il danno fatto alla burner, ma daltronde questi sono i pericoli del “mestiere”, ed inoltre non avrei avuto modo di provare la Republik; il mio amico quando me lha data mi ha detto che la dà via per 120€, un pensierino ce lo farei, per andare a fare a backountry è la tavola ideale: non troppo lunga, buon galleggiamento, la rigidità dovrebbe aiutarla ad andare bene su nevi ventate/crostose e sembra avere una soletta abbastanza resistente; certo è unaltra concezione di freeride rispetto alla Burner, se questultima è più gestibile in pista, la burton invece è decisamente impegnativa, appunto per questo potrei prenderla solo per il bck, e tenere la Burner per le giornate di fresca con impianti.

Comunque sono due tavole per gente decisamente esperta.

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