Test: Rome Machine 159 2007

tavola: Rome Machine 159 07

attacchi: Ride Delta 07

scarponi: Burton Boxer 07

rider: tony fish

peso altezza num scarpone: 83/1.82/29.5 cm

passo/angoli: 62cm, +18 -18

Cercavo un twin puro largo al centro, con una soletta veloce e resistente, dalla sciancratura ampia e torsionalmente abbastanza permissivo per flattare, bello reattivo e solido, con buone doti di galleggiamento e costruito con materiali semplici ma di grande qualità… lho trovato…

La machine 07 è stata decisamente irrigidita rispetto alla sua precedente versione 06, che era sostanzialmente una versione wide della artifact e quindi davvero morbidissima fin da nuova (la artifact nella fattispecie è rimasta tale e quale per “mollezza”).

Ho scelto questa misura per avere una tavola che mi consentisse un utilizzo anche all mountain e parto subito con questo, dato che nellultima uscita abbiamo avuto la fortuna di poter fare del sano fuoripista, anche se per brevi tratti, ma intensi! Devo dire che nonostante qualche difficoltà nello stretto del bosco, ma parlo davvero di stretto e passaggi della larghezza di un metro molto ravvicinati luno allaltro, dovuta anche al passo molto ampio e alla larghezza centrale della tavola (26.2cm), con un minimo di gambe la si gira rapidamente e non ha mai dato il minimo problema di infossamento. Luscita prima di questultima, invece, è avvenuta su piste totalmente ghiacciate, in cui la Machine ha mostrato doti di tenuta insperate. Insomma le prime due cose in cui colpisce, sono i campi in cui un freestyle puro come questo non dovrebbe eccellere e invece dà moltissime soddisfazioni.

In manovra è molto intuitiva e permissiva negli atterraggi in cui, essendo ancora nuova non accogle in modo estremamente morbido, ma perdona tantissimo comunque, anche grazie ad una sciancratura ampia e radiale (8,28m) che consente anche di gestire facilmente la tavola, anche perchè nonstante la larghezza, basta un minimo per abituarsi e avere un bel cambio di lamina (pompando di lamina si salta da una allaltra come niente) unito al fatto che si può veramente piegare senza mezzi termini.

La reattività mostrata di lamina, rendende facili le rotazioni partendo dal flat o da piccoli denti inclinati.

Sono stato colpito dal fatto che, come dicevo, torsionalmente sia più permissiva che longitudinalmente, ma nonostante questo la tenuta e la stabilità sulla lamina è notevole, per il resto è un mezzo con un flex molto equilibrato e omogeneo da punta a coda, insomma pronto per essere modellato al vostro uso, e che con lirrigidimento ricevuto, come si diceva ha acquisito quelle qualità all mountain che da un twin da park non ti aspetteresti.

Ovviamente essendo completamente simmetrica, anche il fakie è molto naturale e la sua permissività aiuta anche lì.

Insomma… una tavola che, per chi ha i piedi larghi e vuole un twin totale, credo entri ufficialmente fra le migliori scelte possibili in assoluto, vista anche la qualità prezzo notevole (390€) per un mezzo che secondo me consente uno sfruttamento della montagna (e del park per cui nasce) veramente totale. T.F.

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