Palmer Andy Finch 155 07/08

Ho avuto il piacere di provare questa tavola, grazie a Fabio del 100-one di Rovereto e Trento, nel comprensorio di Obereggen-Pampeago. La giornata, pur essendo a fine Marzo, mi ha riservato una neve farinosa e fuoripista con anche mezzo metro abbondante di powder intonsa. Ho avuto così modo di testare la tavola in tutti gli aspetti tipicamente invernali.



Rider: iena

Peso: 75Kg

Altezza: 175cm

Boots: nitro team TLS+ 06/07 27,5cm

Attacchi: Raiden Zero 06/07 m/l

La prima cosa che in assoluto colpisce della tavola è decisamente la grafica. Direi che segue lo stile di quella dellanno prima: colori pastello molto brillanti per un risultato decisamente “fumettoso”. A mio parere molto piacevole. Ma ognuno può dare un suo giudizio a riguardo, basta dare un occhiata alle foto. Chiedo scusa per la qualità un po scarsa dellimmagine ma non avevo a disposizione una fotocamera e ho dovuto ripiegare su un cellulare, ma spero che nonostante la qualità limmagine renda almeno lidea.

Prima di montare gli attacchi ho dato un occhiata alla costruzione di questa tavola che è arrivata nelle mie mani praticamente intonsa: penso che non abbia più di una giornata alle spalle. Il topsheet è chiuso in cap per tutta la lunghezza della tavola e, come quasi tutte le palmer, la lamina non gira a 360° attorno alla tavola, bensì è interrotta in punta e coda dove al suo poste vi è lormai classico inserto in materiale plastico, caratteristica che, per quanto riguarda il mio gusto personale, non mi piace: mi dà lidea che quella zona sia molto più debole rispetto ad una costruzione classica e quindi più soggetta a rotture, sebbene in quella zona non vi sia lanima in legno ma un inserto in ABS, o cmq in un materiale plastico con caratteristiche simili. Per quanto riguarda i materiali avrei bisogno di dare un occhiata ad un qualche catalogo (o di consultare Tony Fish 😀 ) ma a quanto mi risulta abbiamo unanima composita: in legno per quanto riguarda la parte centrale e in honeycomb per quanto riguarda nose e tail. Vi dovrebbero essere anche degli inserti in carbonio per conferire alla tavola un maggiore pop. Ma per tutti i dettagli tecnici meglio se consultate un catalogo visto che io da tortellino non ho preso nota di quello che cera scritto sulletichetta. Ricordo solo il raggio di sciancratura di 8,5 metri.

Appena presa in mano la tavola la prima cosa che colpisce è senza dubbio la leggerezza, non così esasperata ma decisamente più leggera rispetto a molte altre tavole di pari categoria di utilizzo. Provando a fletterla la cosa che stupisce è il pop che ha nel tail: relativamente rigido e con una risposta degna quasi di una balestra. Il nose è invece molto più morbido e meno reattivo. Così come il flex anche lo shape è direzionale: il nose è più lungo del tail e se non ricordo male vi è un setback di default di 2 cm.La chiusura in cap conferisce alla tavola una rigidità torsionale non indifferente, ma trattandosi di una Palmer la definirei morbida. Decisamente mi aspettavo qualcosa di più “cattivo”.

Ma passiamo alla prova sul campo.

Come anticipato ho provato la tavola a Obereggen in una giornata che oserei definire epica, vista la stagione: ha nevicato da quando siamo arrivati a quando siamo andati via, le piste erano leggermente ghiacciate la mattina (il termometro, allarrivo della prima seggiovia a 2150m , segnava -6°C) per poi diventare farinose dopo poche discese. Inoltre in praticamente tutto il comprensorio vi erano un sacco di passaggi in 40/50cm di neve fresca polverosissima completamente intonsa.

Come di consueto la prima discesa è servita più che altro per “ambientarmi” e soprattutto per scaldare le gambe. Poi pian piano ho iniziato a pestare bene sulla tavola. Mi rendo conto quasi subito che pur trattandosi di un freestyle la tavola richiede una buona decisione per essere condotta e probabilmente sarebbero stati più adatti un paio di attacchi un po più reattivi dei miei Zero. Ma anche così la tavola ha mostrato tutti i suoi numeri. Nonostante i miei 75Kg su una tavola lunga 155cm, non ho sentito grosse limitazioni nella conduzione in pista, con gli ovvi limiti di una tavola da freestyle: anche in velocità non si notano questi grossi sbacchettamenti e, spingendo bene sulle gambe, la lamina taglia la neve anche bella compatta tenendo la conduzione a velocità impensate, sempre tenendo presente che si sta parlando di un freestyle da 155cm, poi ovvio che non cè paragone con la tenuta ad esempio di una Eliminator LTD 165 😀

Provando qualche press il pop e la reattività si sono fatti sentire alla grande: non è facilissimo fletterla, soprattutto in tailpress. Il nosepress invece è molto più facile, la differenza di flex tra nose e tail si sente molto nelle gambe: io che non sono un jibber accanito riesco a tirare dei bei nosepress e noseslide senza grossi problemi. Inoltre sfruttando il pop reattivissimo della tavola è decisamente facile ollare partendo da un tailpress. Mi è piaciuta un sacco questa sua caratteristica.

A dire il vero, però, la cosa che più mi ha stupito di questa tavola è stato il suo comportamento in fresca: è vero che alla fine è una mid-wide, essendo superiore ai 25cm al centro, però non mi sarei mai aspettato che un 155 andasse in planata in fresca con una tale facilità. E sufficiente caricare la gamba dietro per qualche metro finchè si prende velocità per iniziare a planare. Poi una volta a galla quasi ci si dimentica di essere su un 155, sia negli spazi aperti dove la gamba dietro resta quasi rilassata che nel bosco stretto dove la maneggevolezza è quasi disarmante, forse grazie anche alla soletta molto veloce e resistente che permette di non perdere troppa velocità neanche negli slashoni tirati di violenza per alzare quanta più polvere possibile 🙂

Riassumendo, questa è una tavola che definirei veramente freestyle-all mountain, che si comporta decisamente bene anche in quelle condizioni dove uno si aspetterebbe di trovarsi in difficoltà, credo che se invece di un 155 avessi avuto ai piedi un 159 potrebbe essere stata tranquillamente la tavola definitiva, da usare da ottobre a fine maggio

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