Burton Speed 168W – primo test

Ieri al Nevegàl (con accento sulla a), la montagna de Belun, ho fatto debuttare sta nuova Burton Speed 168 W(ide), la mia nuova tavol(on)a hard, 2 cm più lunga ma mooolto più larga della precedente, 27,5-22,5-27,5; volutamente, infatti lintenzione si dirige verso tendenze www.extremecarving.com , se mai ci arriverò prima di diventare vecchio…

La prima impresisone a secco era stata di un mezzo bello solido, buon flex ma non eccessivo, ecco non proprio leggero, perlomeno paragonato alla mia precedente bella F2 Speedster GTS 166, anche se va detto che il ponte molto spesso e gli oltre 2 di larghezza in più su tutto il mezzo, oltre ai 2 di lunghezza sicuramente giusrtificano almeno in parte il peso maggiore, a cui poi contriubuivano anche i tosti ma non certo leggeri attacchi Phiokka Highlander.

Passiamo al sodo: vado in pista con passo ampietto, sui 49 cm abbondanti e angoli molto bassi, il setup freecarve di base consigliato da f2 nei suoi libretti, cioè 45/38, tanto dico se cè la larghezza super…

Ah come consigliato dal sito extremecarving allultimo avevo provveduto ebbene si, per la prima volta in vita mia a sciolinare anche i fianchetti della tavola, in questo caso grazie Burton per gli ampi e lisci slantwalls a 45°.


Noto subito la velocità ma allo stesso tempo maneggevolezza del mezzo, però  mi accorgo che qualcosa nei meccanismi rispetto alla F2 va cambiato, linversione di spigolo pare più lenta, cioè i 2 cm in più si sentono, prima quasi non pensavo e anzi dovevo stare attento a non invertire troppo presto, adesso devi dirmi da allora deciditi, sennò il bordo pista si avicina mooolto velocemente… In più la tavola va ma non mi pare di saperla spingere bene in curva. In più la posizione è strana, mi sento troppo… trasversale! Allora penso che il centro forse è più spesso e che fose non è un caso che il passo segnato come base sia addirittura 43, che pare francamente eccessivo, ma stringere un po… Ed infatti stringo il passo e metto 48/40 o 48/42 adesso non ricordo più bene, comunque angolo un po; ah, niente canting come dicono su extremecarving, al fine di fare più pressione.

Riparto e provo un po alla volta a buttarmi: bè sento che la tavola tiene, tiene, tiene!!! Insomma diventa un gioco, non è per nulla faticosa e sui piedi zero pesante, i miei hardboots Blax moolto docili non fanno sentire nessuna fatica (a patto di mollarli ad ogni risalita). Figo!!!

Insomma, mentre con la F2 mi pareva di aver raggiunto i limiti del mezzo (forse erano i miei..) specie in relazione al peso del sottoscritto, con questa tavol(on)a mi pare si apra un mondo nuovo, e perlomeno ci siano dei limiti abbastanza elevati da (provare… a) raggiungere.

Per dire a metà giornata mi ero riproposto di cambiare e passare al soft (sì soft.. quei bastardoni del Flow Domain “nuovi…) e a carvare con la split, e davvero ho ritardato per fare unaltra pista, poi unalra ancora, non volevo più mollarla sta tavola!!! Il feeling, forse dato anche dalla maggior larghezza era notevolissimo, mi sono persino buttato in un paio di traversi in fresca-trasformata…Concludendo ho risentito le parole di Trikke, e di RicHard, una tavola che tiene bene ed è veloce senza essere difficile o nervosa, molto godibile!!!

Qualche perplessità personalissima resta sul 3d, controluce i segni della trazione sulla soletta, pur leggerissimi, si vedevano, infatti a fine giornata ho preferito mollare tutto, continuo testardamente a  pensare che su una tavola hard sarebbero meglio non 3, non 4 ma anche 6 punti di distribuzione della trazione… Forse non è un caso che abbiano fatto una struttura così spessa… Io ero arrovellato dai dubbi se mettere due rondelle sotto le viti come faceva il precedente proprietario degli attacchi, o metterne una sola, che sarebbe bastata, ma restavano 2 mm a secco forse 1 a fondo boccola e imho aumentava la trazione, ho preferito lasciare due rondelle. Imho nel 2000 a livlo di strutture non dovrebbero esserci dubbi o problemi anche fossi di 150 kg, e invece…. No non si rompe niente, però…

Idem gli attacchi Phiokka Higlander PH 69, molto buoni come resa, ma la regolazione a viti e microrighe qualche problemino me lo ha dato, a finie corsa una volta mi sono trovata la talloniera spostata e libera da una parte, e non è stata una bella scoperta… Poi bisogna fare attenzione a riregolare il tutto nella neve, se va a finirci in mezzo del ghiaccio temo che le microscanalature non funzionino più, a meno che la pressione non lo sciolga. Molto buona la chiusura dellarchetto anteriore, decisamente migliore la leva rispetto agli F2 meno gradevole larchetto posteriore che sta basso e devi alzarlo per infilarci il tacco, boh sarà che sono usati, rimedierò da solo; se non altro luscita è molto più facile rispetto agli F2-Proflex che sono così giustini che spesso uscendo a leva aperta mi incastravo (o sono io che sono impacciato…) ed erano parolacce…
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