14° Freestyler camp a Bardonecchia: my report.

Ve lo ricordate a scuola il gioco dei “buoni e cattivi”? Qualcuno si metteva alla lavagna, la divideva in due con il gessetto e segnava da un lato e dell’altro chi fosse bravo e chi no.
Bene, questa volta voglio fare lo stesso con questo report, quindi signore e signori si va a incominciare!

CATTIVI
          Il meteo di sabato e (in parte) domenica. Almeno ci fosse stato il sole, ed invece da venerdì sera le temperature si alzano regalandoci pappa nevosa già alle 10 del mattino, rendendo quasi privo di senso girare in pista. Il sabato è sicuramente la giornata peggiore, quando la chiusura del park (pipe escluso) ci costringe a “girare” in una poltiglia bianca dove qualunque stimolo per flat tricks se ne va a ramengo, e non a caso smettiamo quasi tutti di girare alle due. Domenica, pur con una pioggerellina insistente, la neve fa finta di tenere un po’ di più, il park è aperto e almeno ci si aggiusta la giornata, che comunque chiudo alle 14.00 in una discesa finale con Neil al grido di “quando cavolo finisce ‘sto supplizio”. Aquaplanning.
          Le feste. Ci ho pensato tanto se scriverlo o meno, e indovinate che decisione ho preso? Come sapete, questo camp si innestava nell’organizzazione Youride, che è una cosa più che legittima. La logistica delle feste però non è stata delle più felici; il venerdì siamo entrati in discoteca solo a mezzanotte e mezza, dopo una giornata massacrante e quando io avrei preferito sinceramente andare a riposare in vista della giornata successiva (“e perché non l’hai fatto?” direte voi. “Boh” vi va bene come risposta?) mentre l’estrazione di sabato si è fatta in un locale dove i tagliandi son stati dati un po’ a tutti i clienti presenti (notevole il tizio che si offriva di comprare gli skipass in premio a 10 euro. Un genio) facendo perdere quell’aura di “esclusività” della partecipazione al camp. Lo dico soprattutto perché, se in passato il nome di freestyler ai camp girava tanto da avere la speranza di un ritorno sul forum, questa volta è invece passato completamente sotto silenzio: questo potrebbe dare la stura a tutta una serie di considerazioni su dove stia andando il forum di freestyler (che già mi sembrano in corso, e di certo non da ora) ma non mi interessa parlarne qui. Qui voglio solo celebrare un camp comunque riuscito e per questo ho messo prima i “cattivi” e adesso vado con i…
BUONI
          Meteo di venerdì. Giornata epica: iniziata con una neve dura quasi invernale, che alle 11 si è trasformata nella miglior neve da surfare, il tutto sotto un sole delizioso. Morale della favola, giriamo dalle 09.00 alle 17.00 tutta la montagna, il park ed il pipe (fintamente) ignari dei postumi che questo avrà sui nostri fisici non più da ragazzini… ma non c’è pace per gli eroi. Menzione speciale per Alessandro, che con almeno 15 gradi sfoggia pile, felpa e giacca: quando è ormai ridotto ad uno straccio maleodorante (“l’odore del vero maschio”, seee, come no) prorompe in un “ma chi ca@@o me l’ha fatto fare di vestirmi come al 15 di dicembre?”. Se non lo sai tu Ale, come potremmo aiutarti noi? A-A-A-Bbronzatissimi!
La compagnia.  Leleiaialelealessandrooozemarcioanderanderlomicprocapstefanoabbaneil e chi ho dimenticato ma non voletemene… ormai i camp per me sono una scusa per ritrovare in un colpo solo un gruppo di persone con cui girare; l’atmosfera che si crea non tradisce neanche questa volta, riprova ne sono i giochini fatti durante le lezioni di pipe. Momento saliente: l’aperitivo di venerdì, quando tutti ci siamo ritrovati a fondo pista per un meritato happy hour (a 2,5 euro!!!). Freestyler.
          “Sentenza” Mic. Sergio Leone diceva di Clint Eastwood “ha due espressioni: col sigaro e senza”. Allo stesso modo, questo sciatore rinnegato (cedi al Lato Oscuro!) sembra possedere solo due espressioni: con birra e sigaretta, e senza birra e sigaretta. L’appellativo gli deriva dai giudizi che ogni tanto esprime, fatti col tono di chi ti scarica una Colt 45 nella schiena in caso venga contraddetto. Giustiziere.
          MMS. Ovvero “Metri di… Mascolinità Srotolata”, nuova misura del Sistema Internazionale volta a determinare l’ipotetica distanza che uomo e donna (o meglio, parte di essi) percorrono quando preda degli amorosi sensi. La cena del sabato verte tutta sul mettere a punto questa teoria dall’altissimo profilo scientifico, il cui culmine è Abba armato di calcolatrice per rendere il tutto oggettivo. Scienziati.
          Le cene. Quella del venerdì è un pantagruelico buffet in cui personalmente mi esibisco in una doppia porzione di carne affogata nel sugo e prontamente spazzolata col supporto di numerose fette di pane, mentre il sabato ci vede ospiti dell’albergo con un menu a base di buffet-antipasto-primo-secondo-dolce-frutta. Vacche all’ingrasso.
          L’albergo. Già conosciuto durante il precedente camp, credo mi sia capitata la stessa stanza: accogliente, pulita e soprattutto con un megaterrazzo. Caratteristica peculiare, nessuno è riuscito ad abbassare il termostato della stanza sotto i 22 gradi, roba da girare in camera in mutande (ehm, fatto). Sauna-in-da-room.
          Il park di Bardonecchia. Che ve lo dico a fare: strutture perfette, transizioni dei salti come dio comanda, e per finire, il “mostro”. Giustifica il fatto di andarci a fine stagione, quando le piste non sono più praticabili, soprattutto per l’ottima musica degli AC/DC suonata domenica, per la gioia di Abba. Rocchenroll.
          Il pipe e le relative lezioni. Guardarlo dall’alto del coping è un’esperienza, girarlo ancora di più. Quando il maestro Giulio ci spiega tutto quello che c’è da fare all’interno, capisco razionalmente quanto sia difficile girarlo bene… o almeno con un minimo di stile. Ci fracassiamo le gambe per tre giorni al punto che la domenica chiudo ogni run con il fiatone. Umiliazione finale: una ragazzina di 14 anni che lo gira con una padronanza tale da spingere solo una run su tre, le altre si dedica allo stile. Invidia maxima.
          I fotografi. Grazie alle conoscenze di Davide, hanno fatto un lavoro veramente egregio con degli scatti che son riusciti a far sembrare un pro anche me. Lourdes.
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