Never Summer Proto HD 152 2013-14 Review

Attacchi : K2 Auto Uprise

Boots: Salomon F Slct

Stance +15, -15 passo 62 cm centrato

Condizioni: variabili…dalle neve dura al marmo finlandese (comicità a palate, eh?).

In occasione del nostro recente camp tenutosi a Bardonecchia, ho finalmente avuto la possibilità di testare una Never Summer, tavole osannate oltroceano, ma che in Italia non sono quasi mai state reperibili per varie ragioni; finalmente, grazie a Simone di Never Summer Italy sono arrivate anche sul nostro mercato.

La tavola che ho provato è la Proto HD, un freestyle tecnico twin tip, nella fattispecie si tratta del modello che nella prossima stagione andrà a sostituire la Proto CT; purtroppo la misura per me era corta e soprattutto molto stretta per me che ho un 10.5 di scarpone. Una menzione però va fatta ai Salomon F20 che mi hanno permesso di riuscire a sporgere di pochissimo nonostante la Proto 152 fosse larga al centro solo 24.4cm! Ho solo dovuto centrare al meglio l’attacco sulla tavola (usando le asole del disco in senso trasversale e sistemando gli attacchi direttamente sul passo più ampio) per evitare particolari sporgenze di punta e tallone.
Passiamo ora alla tavola. Lo shape è molto particolare, un twin puro con punta e coda molto corte e smussate e di conseguenza a parità di lunghezza si ha molta più lamina effettiva; la Proto è caratterizzata dal rocker proprio di casa NeverSummer (R.C., rocker & camber technology) che è rocker tra gli attacchi e camber su punta e coda (sostanzialmente come il C2 di LibTech, il Gullwing di Nitro, il Flying V di Burton, etc etc etc), anche se per la prossima stagione è stato modificato, aggiungendo una zona di micro rocker sui punti di ingaggio della lamina (quella che gli ammmerigani chiamano transition zones) per poter garantire un feeling un po meno nervoso e -a detta loro- un miglior galleggiamento in powder (nonostante appunto nose e tail siano molto corti).A questo rocker si associa -come da tradizione NS- la sciancratura Vario Powergrip: tra gli attacchi abbiamo una sezione completamente dritta, per poi iniziare in prossimità degli inserti con una sciancratura molto larga che poi stringe in modo importante verso nose e tail.

Stiamo parlando del freestyle allmountain di punta di NS e di conseguenza presenta molte soluzioni raffinate e una realizzazione costruttiva veramente perfetta; leggerissima, ai livelli delle migliori realizzazioni di aziende ben più rinomate (qui in Italia) e a testimonianza di questo tutte le NS sono accompagnate da ben 3 anni di garanzia. La Proto si presenta con un flex medio (più morbido tra gli attacchi e più deciso su punta e coda) ma è molto reattiva; in torsione è decisamente più sostenuta, ma daltronde con il grande utilizzo di laminati e carbonio era abbastanza ovvio.

Onestamente ero un po’ titubante su come mi sarei potuto trovare con la Proto, perchè non sono mai stato un grande fan del gullwing rocker; avendone già provate alcune non mi sono mai trovato completamente a mio agio. Non che andassero male, ma per il mio riding ho sempre preferito altre tipologie di rocker (soprattutto flat con microrocker su nose e tail). La Proto invece ha una personalità molto diversa, con ogni probabilità anche per merito del Vario Powergrip.

Trattandosi di un mezzo molto tecnico, non mi aspettavo un feeling amichevole, ma in realtà è una sensazione che dura al massimo un paio di discese, dopo le quali si inizia già a spingere, forti della mostruosa tenuta di lamina. Si è così invogliati a spingere che dopo un po’ ci si rende conto che la confidenza non è ancora completa e dopo un paio di avvertimenti si tira un po il freno; non è che non arrivi a dare confidenza, ma lo fa -come dire- a step e una volta capito questo ci si diverte sempre di più.

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A sinstra la Proto HD del test, a destra il particolare del profile del rocker. E poi non dite che non vi voglio bene…

Come dicevo prima la tenuta è veramente clamorosa: il comportamento in curva sembra un ibrido tra la tripla sciancratura di Nitro di qualche anno fa e l’Equalizer di Salomon, quindi con un ingresso in curva molto deciso e una bella spinta in uscita e a centro curva una grandissima tenuta; una volta inseriti, basta fidarsi della tenuta e lasciarsi portare in uscita. Tanto per dare l’idea, questo 152 (sulla neve durissima che ho trovato) tiene come un 158-160 bello tosto ed è uno dei pochi rocker che in conduzione non ha nulla da invidiare al camber classico. L’unico appunto è legato al fatto che trattandosi di una misura corta girava molto stretto, ma sicuramente nelle misure più lunghe la cosa non si farà sentire. Ottima anche la stabilità, sia alle alte velocità (tra l’altro ottima la soletta sia per scorrevolezza che per resistenza), sia in atterraggio dai salti, dove l’effetto “saponetta” è pressochè assente. Il rocker però si fa sentire nelle situazioni in cui è necessario: stempera il carattere deciso della sciancratura, aiuta nei flat tricks e nei press e anche sui box dove si gira senza grossi problemi. La mia impressione è che ci sia una notevole differenza nel feeling tra il centro della tavola dove il comportamento è molto “rocker” e le estremità dove la notevole reattività permette di spingere tantissimo (magari un rocker meno marcato tra gli attacchi potrebbe dare un feeling molto più uniforme, ma questa è una mia supposizione, basata sui miei gusti personali).

Il pop è notevole, a patto di essere precisi nell’ollie; direi comunque che ad un rider di livello intermedio-avanzato serviranno alcune run per capirlo al meglio, nulla di più. In aria la Proto è leggerissima e si gira che è un piacere; sicuramente il fatto di avere ai piedi una tavola così corta ha aiutato moltissimo, ma il peso ridottissimo aiuta altrettanto. In pipe purtroppo non ho potuto trovarla, ma sono sicuro che non avrebbe sfigurato neanche lì. Sarebbe stato interessante anche provarla in powder, anche per vedere se il galleggiamento sarebbe stato comunque buono anche con delle estremità così corte.

Difetti? Sicuramente il carattere della tavola, a mio avviso molto particolare e assolutamente non adatto ad un principiante o a chi è alla ricerca di una tavola per girare in cazzeggio sulle piste; non che sia impossibile, ma sarebbe abbastanza sprecata. E poi cè un difetto decisamente più grosso, il prezzo.

(te pareva…)

La gamma NeverSummer si presenta al pubblico in Italia con un prezzo consigliato che va dai 650 ai 700€ (e questa Proto CT si posiziona a 700€), anche se bisogna spiegare un paio di cose. Il prezzo non è deciso dall’importatore, ma è il prezzo di listino che si ha anche in altri paesi europei; negli USA sono decisamente più economiche, ma tra spedizioni e dazio (che ovviamente non va ad incidere sul prezzo negli USA) il costo in Europa lievita fino a questi livelli. Va considerato anche che si tratta di un prezzo consigliato e nel caso dovesse aumentare la diffusione delle NeverSummer il prezzo finale potrebbe anche calare. Poi, scusate, ma spendere 500 e passa euro per una tavola costruita in Cina (con standard qualitativi sicuramente diversi) dovrebbe far riflettere allo stesso modo sul valore del proprio investimento. E da non dimenticare che tre anni di garanzia non li da nessun altra azienda.

In altre parole…vale il prezzo? A livello costruttivo, assolutamente sì…e a livello di riding dipende da voi, ma un rider un po’ smaliziato è difficile che non se ne innamori; se ne avete l’occasione provatene una…negli USA le NeverSummer fanno incetta di premi e pareri entusiasti da tutte le parti…un motivo ci sarà pure, non credete?

Da prendere in considerazione se: cercate un freestyle allmountain tecnico e prestante, sia in park che in pista, se siete alla ricerca di una tavola che conduca come si deve, se siete disposti a rompere il salvadanaio senza troppe remore

 

Da non prendere in considerazione se: siete principianti, se cercate una tavola super rilassata, se non siete disposti ad investire tutti quei soldi in una tavola nuova.

 

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  2. […] un’occhiata al video di presentazione della Ripsaw, dove inoltre compare anche la Proto CT (di cui abbiamo già pubblicato una review). Personalmente non vedo l’ora di […]