7° freestyler camp: personal report

Premessa: quello che scriverò è frutto assolutamente delle mie impressioni, quindi mi assumo tutta la responsabilità delle vostre bestemmie 😀

Premessa 2: ho scritto il mio personale diario del camp in diretta ogni sera, e qui lo riporto paro paro. A voi.

DAY 1
La giornata non è partita nel migliore dei modi: sveglia alle 07.30 con poche ore di sonno alle spalle (nervosismo, emozione… ?) e tempo decisamente brutto – pioggerella e nebbia. A colazione si chiacchiera un pò, i + nuovi di noi ancora "imballati" a cercare il primo approccio con gli altri, me compreso.
Finalmente si sale alle piste ed il cielo si apre, regalandoci una giornata di sole e vento. Alla prima seggiovia sento latmosfera del camp: vedi facce che sei abituato a vedere come avatar, e che ti portano a pensare "lo immaginavo diverso". Scendiamo insieme e per me è puro relax:zero competizione, solo la voglia di ognuno di farsi la sua linea o girarsi il suo trick.
Dopo un po’ per forza di cose il gruppone si divide; io, Aventrax e Alessandro prendiamo la funivia di fronte al S. Pellegrino e andiamo su. Qui cè più vento, ma la neve (complice una spruzzata notturna) tiene ancora bene, specialmente quando riscendiamo a valle lungo il canalone per unirci agli altri e mangiare. Il tempo di un panino e ripartiamo subito,ma ahimè il caldo eccessivo ha trasformato le piste in una lastra di melassa faticosa da scendere… se non addirittura pericolosa. Così si ritorna alla spicciolata in albergo, tra chi va a fare la spesa e chi va in mountainboard (Gab, Karin & Boffy): ci ritroviamo tutti nel centro benessere (veramente molto bello) dove, tra un massaggio tirolese ed un bagno turco, viene scattata una gran foto di Abba in versione "Cristo sulle acque". La cena è molto rilassata, il ghiaccio continua a rompersi: nellhotel ci siamo noi + 3 coppie di "civili": chissà che pensano, chissà a chi importa.
Il dopocena prosegue nel + totale relax:personalmente ho accusato il colpo e mi sono svaccato tutta la sera a chiacchierare con Antonella, fino a quando non ho guardato un pò di video di snow con gli altri nella sala tv.
Allalba delle 23, bollito come pochi, vado nella skiroom dove assisto (cioè guardo) Abba che prepara la Nitro Team 2007 con gli attacchi Raiden 2007: il mio primo test.
NOTA 1: vino & acqua sono a pagamento. Passi per il vino, ma lacqua proprio non se laspettava nessuno. Ma i freestyler ne sanno una + del diavolo, ed un reparto armato di bancomat fa una opportuna spesa al supermercato. Questo lo so perchè *Lele*, che è in camera con me, sfoggia una bottiglia di Montenegro: sarà per quello che quando vado in camera a dormire, lo trovo davanti a "Stranamore"? Lennesima riprova che lalcool fa male.
NOTA 2: Antonella possiede 3 caratteristiche che la espongono a tutta una serie di pericoli:
– si presenta al camp da sola, o meglio con Boffy (due donne… arf);
– è carina;
– è principiante con lo snow.
Se già le prime due caratteristiche sarebbero sufficienti a scatenare lormone di qualsivoglia maschio praticante, la terza esercita sulla specie "homo rider" una sorta di attrazione mistica: insomma, un pò come se lei avesse di fronte alla camera uno zerbino con la scritta "benvenuti"; peccato che, dallaltro lato dello zerbino, si legga chiaramente "lasciate ogni speranza, o voi chentrate".
NOTA 3: in tema "riconoscersi nel forum", Mellon alla sera sfoggia una maglia a righe giallo-prugna (stile Ape Maia sotto acido) che lo fa assomigliare in tutto e per tutto al piccione obeso che è il suo avatar.

DAY 2
Non importa quanto tardi si sia fatto la notte prima:alle 8.00 siamo tutti a fare colazione.
Oggi cominciano le lezioni per principianti e aspiranti freestyler: io rientro tra questi ultimi, ed alle 10.00 siamo lì in 7 ad incontrare il maestro Cece.
Il maestro sembra uno spaccone casinista (la sera prima cè stata la cena dei maestri, ed è dichiaratamente in hangover o doposbronza che dir si voglia), ma quando fa sul serio non si discute, sia per quanto riguarda la capacità tecnica che quella di insegnante (a mio parere, chiaro).
Non vado tanto nel dettaglio con la lezione, ma la cosa fondamentale è che siamo stati portati tutti, con livelli di partenza differenti, ad un livello omogeneo di capacità: questo mi ha sorpreso.
Il pomeriggio, complice un clima non ottimale, la neve tiene più del giorno prima, e noi 7 restiamo tutti lì a provare grab, 180 e funbox: su questultimo tutti lasciamo la nostra firma. Al Chinese Theatre di Hollywood le star lasciano le impronte di mani e piedi: allo snowpark del passo S. Pellegrino i freestyler lasciano le impronte del c**o. E il pensiero che conta, no?
Quando torniamo in albergo,al termine della tappa dobbligo al centro benessere, ci aspetta la cena tipica:tutto buono per carità, tranne la polenta fatta con il semolino che viene rispedita al mittente praticamente da tutti.

Il clou della serata è la festa in un pub a Moena in cui abbiamo riservato una saletta. Vengono estratte magliette ed altri premi vari tra i partecipanti al camp, ma le due cose migliori vengono dopo.
La prima è che viene lanciata lultima ora a disposizione di tutti per il concorso per la foto migliore del camp; la seconda è che da lì in poi parte un uso ai limiti del perverso di macchine fotografiche e cellulari cercando di cogliere oguno di noi in atteggiamenti che vanno dal demente allesplicitamente erotico.
Un gruppetto di "hardcorer freestyler" si allontana con intenti bellicosi, e consegna a Mellon un set di foto in cui riesco ad intravedere un paio di chiappe in rail su una tavola, ma non sono loro a vincere, bensì Filippo con una foto che penso vedrete sul forum.

Al termine della gara fotografica ci scateniamo nelle danze alla faccia del "vietato ballare" che occhieggia dalle porte delle sale del pub: grandissimo show di Boffy, di cui porto scolpita nella memoria ad imperituro ricordo il gioco di bacino con la panca. Panca in cui tutti noi contiamo di reincarnarci in una vita futura.
E siccome siamo pur sempre snowboarder, e quindi abbiamo tutti un piccolo poser dentro di noi, vai con lorgia di adesivi regalati da Mellon ai quali nessuno vuole rinunciare… Personalmente mi ci vorranno 3 settimane per decidere quali usare e dove.

Finale di serata con ritorno a piedi in albergo, adesivizzando qualsiasi superficie ci capiti a tiro: "freestyler waz here".

DAY 3
Ultimo giorno di camp. E mi dispiace.
La mattina lasciamo lalbergo armi e bagagli, partiremo tutti direttamente dalle piste. Piste dove noi aspiranti Shaun White incontriamo il maestro Cece per il secondo giorno di lezione. Oggi andiamo avanti con il funbox, prendendolo di traverso (anche con le chiappe, of course) e continuiamo a saltare, chiudendo 180, e qualcuno anche di più. Personalmente le due volte che provo a chiudere i 180 mi strafaccio per terra, e decido di specializzarmi nel grab, che alla fine mi esce in maniera quasi guardabile, unitamente al boardslide (spero si chiami così) che mi diverte na cifra e mezzo.
Il sole non lascia grandi speranze di tenuta della neve, ed il pomeriggio restiamo quasi tutti tra park e pista adiacente a jibbare, e qui ho la riprova che "il sonno della ragione genera mostri": Mellon e *Lele* vanno in crisi mistica non solo per il gesto tecnico in sè, ma anche per la terminologia che lo accompagna, col risultato che ogni 3 parole che dicono, due contengono le sillabe "jib" e "bone". I ragazzi spaccano in pista e fuori: in pista spaccano la neve con la tecnica, fuori spaccano i maroni a noialtri, he he.
Ma ormai sono le 15.30 ed è inutile restare: ci trasferiamo tutti al parcheggio dove, tra una foto ed una chiacchiera si parte.
Io e *Lele* passiamo buona parte del viaggio in silenzio, fino a quando non ci confessiamo reciprocamente che stavamo rivedendoci in mente tutto il camp, con la voglia di tornare in pista il prima possibile.
Con i freestyler sarebbe meglio.
Questo è quanto: "larga lo foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia".

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