Test 2008: Nitro Team Art Attack 157

Dati del rider: 180 cm *73kg, tavola Nitro Team 157+ (stance 64cm, angolo degli attacchi +21/-21) con attacchi Ride Rx 2007, boots Burton Hail 2005 taglia 44. Rider da marzo 2005. Come per l’anno precedente, Nitro propone il suo modello “di punta” – nel range delle tavole all mountain freestyle ad un prezzo vantaggioso…

Come per l’anno precedente, Nitro propone il suo modello “di punta” – nel range delle tavole all mountain freestyle ad un prezzo vantaggioso – nella variante grafica “art attack” (“abbondante colla vinilica” not included… scusate la battuta idiota ma era inevitabile).

Ho provato il mezzo in condizioni “particolari”, ovvero con almeno mezzo metro di neve fresca, concentrandomi quindi su fattori quali il galleggiamento. In teoria non ci sarebbe nulla da dire: rispetto alla mia tavola (modello omologo di due anni fa) non ho avvertito alcuna differenza in termini di prestazioni, e se consideriamo che la mia è una wide e quella testata non lo è (waist width 264 contro 250 di quella del 2007), ne deriva che anche i rider dai piedi non proprio piccoli possono girarci senza eccessivi problemi.

Per quelli che ancora non conoscano il mezzo, la tavola ha uno shape twin direzionale con un flex morbido (sia tra gli attacchi che in punta e coda) già in partenza e con una soletta abbastanza veloce, caratteristiche che la rendono un mezzo a mio parere pressoché perfetto per il rider alle prime armi che voglia avere una tavola polivalente (senza comprare più tavole dalle caratteristiche diverse) e che possa consentirgli di progredire in sicurezza limitando il rischio di obsolescenza della tavola (ovvero di ritrovarsi sotto ai piedi un mezzo ormai inadeguato alle proprie capacità).

Quindi: buona conduzione anche alle alte velocità, discreto pop in risposta agli ollie, bassa reattività che perdona eventuali errori sulle strutture del park, possibilità da subito di sperimentare flat tricks senza ammazzarsi di fatica.

Dove la tavola è più carente è nel galleggiamento in freeride, ma del resto non è questo il suo sport. Per favorire le mie capacità in fresca, che di per sè (ahimè) non sono affatto eccezionali, ho modificato il set degli attacchi arretrando quello anteriore di una boccola e per tutta l’escursione consentita dalle viti di regolazione (l’attacco posteriore lo porto normalmente arretrato al massimo): ne ho guadagnato qualcosa in conduzione, ma il galleggiamento resta sempre un problema, tanto che si possono tranquillamente osservare gli spruzzi di neve sollevati dal nose quando lotta per non andare in immersione.

È anche vero che la misura testata è un po’ corta rispetto alle mie caratteristiche fisiche per farci del freeride, ma è un compromesso inevitabile per non avere poi un mezzo troppo limitante in freestyle.

In conclusione: se cercate un mezzo tranquillo con cui girare, divertirvi e progredire, questo è sicuramente un best-buy. Se invece siete già dei guerrieri dello snowboard guarderete sicuramente altrove – ma in questo caso non servono sicuramente le mie parole a convincervi
Wink

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