Test Burton T6 162 & C60

Rider: C4P – Altezza: 176 cm – Peso: 77Kg – Piede: 42 Stance: 24° e -6° regular – Passo: 56 cm


GLI ATTACCHI: leggerezza ( anche se mi sembrano leggermente più pesanti dei vecchi c16) e reattività sono le caratteristiche principali, gli impulsi alla tavola sono molto veloci e anche per questo i cambi di lamina possono risultare fulminei ( oltre al fatto che la tavola è veramente molto stretta!), lo spoiler in carbonio è alto e molto comodo anche se alla lunga la sua rigidità potrebbe procurare dolore ai polpacci, la strap di caviglia è abbastanza comoda (ma non comodissima) e fasciante, un discorso diverso per la capstrap…questultima è si molto comoda e spinge bene lo scarpone verso la talloniera ma (vista anche la voluminosità degli attacchi Burton) mi ha costretto a far sporgere di non poco la talloniera per non toccare con la punta in fase di conduzione ( ma il problema non è gravissimo visto il fatto che con il mio duckstance posso permettermi di osare maggiormente in front piuttosto che in back!!) i cricchetti sono abbastanza precisi ma mi lascia un pò perplesso la decisione di Burton di costruire attacchi con leva in metallo ma meccanismo in materiali plastici (pare per diminuire lusura delle fascette dentate) boh? Regolazioni ok, gaspedal molto molto comodo e performante…esteticamente (io li ho presi rossi) sono veramente belli/coatti unico neo la vernice viene via chè una bellezza!! Se manca qualche altra info chiedete pure e vi sarà data!! LA TAVOLA: Questa è un pò più misteriosa (spero per poco!)…sono stato ha combattere per ore con passo, setback etc etc. Inizialmente avevo arretrato il setback di circa 4/5 cm e la tavola non mi rispondeva a dovere poi ho usato il setback della casa ma il passo era troppo stretto infine ho allargato il passo e mantento il setback di 2,5 cm ed è stata la soluzione migliore (purtroppo utilizzando le asole degli attacchi verticalmente il 3D burton ti concede poche regolazioni). In fase di conduzione e tenuta è veramente notevole si parla ovviamente di medio e corto raggio di curva su curve ampie tende a chiudere un pò…comunque non lho spinta a dovere perchè non avevo trovato ancora il giusto feeling! Shape e rigidità sono le cose che più mi sono piaciute (se la tavola fosse un pò più larga sarebbe veramente magnifica per i miei gusti) il flex è ancora un pò oscuro…mi è sembrato leggermente rigido sul nose il che renderebbe la tavola un pò impegnativa su terreni misti. La polivalenza di cui si parla non lho riscontrata ancora, in pista tiene molto bene ma la risposta in freestyle è ancora molto oscura (anche se onestamente non sono un buon freestyler)…in fase di stacco lalumafly risponde in maniera strana ( dovrò abituarmi ancora!!) in aria la tavola è molto molto leggera quindi nessun problema ma in atterraggio risulta decisamente impegnativa. Tutto quanto scritto è ben poca cosa visto che non credo di aver sfruttato più del 50% (anche meno!)delle potenzialità di questa tavola!! La nota più dolente è la delicatezza di soletta e lamine…su tutte le piste cera un solo sassolino che io ho colpito in pieno e mi ha procurato un solco che mostrava la soletta, le lamine sono state usate su neve dura ma non ghiacciata per un paio di giorni e sembrano consumate come dopo una stagione Evil or Very Mad Evil or Very Mad !! Non si può considerare questo un vero e proprio test attendibile ma è già qualcosa no?

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