Test Salomon Relay Pro 2007

Questanno Salomon ha lanciato sul mercato -dopo tre anni di test- una nuova serie di attacchi, i Relay, contraddistinti da una serie di tecnologie decisamente innovative e diverse da quanto il mercato ha proposto finora.

Il concetto che sta alla base di questi attacchi è quello di dare un attacco che potesse garantire una surfata quanto più naturale possibile; per raggiungere tale obiettivo Salomon ha sviluppato tre soluzioni, la suola Smart, il Soft Ankle Harness e il Tensor System.

La suola Smart presenta due elementi ammortizzanti che sono a diretto contatto con la tavola, essendo inserita ad incastro sulla base e questa soluzione garantisce una grandissima sensibilità e un ammortizzamento ottimale.

La parte però più interessate è quella legata al Soft Ankle Harness e al Tensor System: la talloniera non è integrata nella base (come ad esempio gli attacchi convenzionali di Salomon, oppure Burton) e non è neanche di alluminio (come Nitro, Drake, Rome e altri), ma è fatta di materiale plastico relativamente morbido rinforzato dallo spoiler e -nei Relay Pro, Elite e XLT- da una rete di materiale metallico, di modo da dare più sostegno. Lappoggio dellhighback, non potendo fare forza sulla talloniera, è affidato al Tensor System, un cavo in acciaio inox che trasferisce lappoggio alla base, dove unasta scorrevole regola la corretta tensione del cavo, in base alla regolazione dellattacco (centratura e rotazione dellhighback). Tutto ciò permette di avere una mobilità naturale della caviglia e allo stesso tempo un appoggio efficace in back.

Un sistema decisamente non convenzionale, che ha fatto storcere il naso a qualcuno e incuriosito qualcunaltro…ma, in sostanza, questi Relay funzionano o no?

Si sono fatte tante chiacchiere, ma alla fine il test sulla neve è quello che può rispondere a questo quesito. Il modello che ho scelto è il Relay Pro.

Ho avuto la possibilità di testare gli attacchi sia con il mio fido Salomon Prospect 154 del 2004, (ora più morbido rispetto ai primi tempi) sia con il nuovissimo Benedek Era 155,5, sempre di Salomon (decisamente rigido, almeno per me che sono 61 kg), quindi su due mezzi piuttosto diversi. In entrambi i casi gli scarponi sono gli F22 (del 2005) sempre di Salomon.

La qualità costruttiva è decisamente buona e rispecchia lo standard dei prodotti Salomon di alta gamma, con ottime finiture e nulla è lasciato al caso, dalla copertura per il cavo ai dettagli grafici, ad opera di Evan Hecox (autore della grafica della Scout e lo scorso anno del Prospect LTD), ai cricchetti in alluminio che agganciano 5 dentini. La strap di punta è simile a quella dellSPX Pro: convertibile (da usare sulle punte o come capstrap) e caratterizzata dal sistema Fastfit, che una volta capito il funzionamento (la strap non si slaccia completamente, ma rimane comunque inserita nel cricchetto), risulta molto pratica e veloce.

Una raccomandazione: quando montate gli attacchi per la prima volta è meglio seguire le istruzioni presenti nella confezione, perchè le regolazioni iniziali non sono proprio praticissime, ma a questo modo non si incontrano problemi particolari.

Le straps sono comodissime, quella di caviglia è a mio avviso su livelli di assoluta eccellenza (ed ero abituato alla superstrap di Burton, mica pugnette), anche grazie alla talloniera morbida che rende più omogeneo il contenimento dello scarpone, ripartendo le pressioni sia davanti che dietro e non solo sulla strap.

Le sorprese sorprese però arrivano sulla neve. Il Relay è un attacco che trascende quella che è la normale differenza tra attacchi morbidi e sostenuti. Le caratteristiche primarie -e sono anche le peculiarità più interessanti- sono la sensibilità e la fluidità che si hanno nel riding, che sono a livelli sconosciuti agli attacchi convenzionali.

La talloniera morbida permette al piede di lavorare in modo più naturale in tutte le situazioni e non si avverte alcuna mancanza di sostegno; è un attacco soft da snowboard e funziona in linea di massima come un attacco soft da snowboard. La prima vera differenza è che non si sente alcuna limitazione (o comunque nessuna limitazione preoccupante che possa causare problemi alla caviglia) negli spostamenti di peso, sia nei press, che in fresca, che in tutte le altre situazioni. Ma non è tutto qui: se il piede lavora in modo più naturale, non è solo la mobilità a trarne vantaggio, ma anche -e soprattutto- la sensibilità. Il lavoro combinato della talloniera e della suola Smart garantiscono un feedback perfetto, cosa che permette di capire al meglio cosa sta succedendo. Pur garantendo una sensibilità ottimale, la suola ammortizza molto bene le sollecitazioni, anche negli atterraggi un po flat.

Il sostegno nel backside è affidato al tensor system e devo ammettere che funziona in modo ineccepibile, soprattutto se si ha laccortezza di dare una tacca in più di forward lean rispetto a quanto si è soliti usare (questo per dare un minimo di pretensionatura in più al cavo): a questo modo non si avverte la minima cedevolezza o insicurezza in back -sia in fase di ingresso in curva, sia in uscita- e la talloniera morbida permette di lavorare con precisione e sensibilità sulla lamina.

E il Relay Pro non sembra subire neanche tanto una tavola rigida, risultando allaltezza anche di un attrezzo dal flex piuttosto sostenuto come il Benedek 155,5, anche se personalmente mi sono trovato più a mio agio con una tavola un po più morbida come il Prospect del 2004.

Un altro pregio è che con il Relay non è necessario avere uno scarpone Salomon; probabilmente laccoppiata con uno scapone della serie Fusion dovrebbe funzionare al meglio, essendo stato progettato apposta, ma la controprova è stata superata a pieni voti (Bart li ha provati indossando un paio di Burton Freestyle e ne è rimasto impressionato positivamente).

È ovvio che questa libertà di movimento -pur non essendo eccessiva- potrà creare qualche problema a chi invece cerca un attacco che sia il più sostenuto possibile, soprattutto in senso laterale, ma la mia impressione è che non crei più problemi di un attacco convenzionale orientato al freestyle, come può essere lSPX Pro, tanto per rimanare in casa Salomon…

Un difetto che invece ho riscontrato sta nei cricchetti, il cui meccanismo di sgancio non è sempre ineccepibile e manifesta a volte una certa difficoltà ad aprirsi; mantenendoli lubrificati con prodotti come lo Svitol il problema diminuisce notevolmente, ma è un particolare (e non sempre di poco conto) che stona con il resto dellattacco, che invece funziona benissimo.

Per concludere posso dire che la prima volta che vidi il Relay dal vivo (allo stand Salomon a Skipass 2006) le mie perplessità furono molte, ma dopo averlo testato ho cambiato radicalmente idea. Salomon continua a credere nella validità di questo sistema e proprio per questo motivo la prossima stagione la gamma Relay si amplierà…qualcosa vorrà pur dire, no?

La gamma completa Relay -compreso il Realy Pro oggetto di questo test- la potete trovare anche da Parmasport

Per info:

0521 983796

www.parmasport.it

info@parmasport.it

www.salomonsnowboards.com/it/

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